Attività

Battute in esterno alla ricerca di nuove cavità presuppongono una buona conoscenza della geologia dell’area e dell’uso di carte topografiche, oltre alla capacità di muoversi in ambiente montano (foto Mauro Inglese)

Battute in esterno alla ricerca di nuove cavità presuppongono una buona conoscenza della geologia dell’area e dell’uso di carte topografiche, oltre alla capacità di muoversi in ambiente montano (foto Mauro Inglese)

Naturalmente, l’attività principale, che catalizza le maggiori energie del gruppo, verte sull’esplorazione e la documentazione di nuove cavità, o di nuovi rami in grotte già note.

Per questo, soci del GGM sono impegnati ogni fine settimana in battute esterne, alla ricerca di nuovi ingressi, in esplorazioni, in operazioni di rilievo topografico e mappatura e nella documentazione fotografica delle cavità.

foto Mauro Inglese

Il rilievo topografico è una fase essenziale nell’esplorazione e nella documentazione di una cavità (foto Mauro Inglese)

Poiché il gruppo annovera, tra i suoi soci, laureati in diverse discipline scientifiche, tra i quali anche alcuni professori universitari, ed esperti e conoscitori in diversi campi della ricerca e della tecnica, vengono spesso organizzate campagne di ricerche e studi scientifici, principalmente sulla geologia e l’idrogeologia, ma anche della biologia, dell’archeologia e, più recentemente, anche sugli aspetti psicologici della speleologia: spesso le riunioni settimanali sono dedicate, oltre che alla pianificazione delle attività di ricerca, di esplorazione o di studio, anche ad approfondimenti di temi scientifici o tecnici, che permettono di diffondere le conoscenze personali di ognuno anche agli altri soci del gruppo.

Oltre all’esplorazione e lo studio di grotte “classiche”, il GGM si occupa anche di speleologia subacquea, con alcuni soci che hanno partecipato a importanti esplorazioni, come quella sul fondo dell’Abisso W le Donne, nel sifone di Aquarius, nell’Abisso Bueno Fonteno (BG) (in collaborazione con il Progetto Sebino), alla Laca della Bobbia (LC) e hanno preso parte a spedizioni speleosubacquee all’estero (Svizzera, Croazia), solo per citare le più recenti.

Esplorazioni speleosubacquee alla Laca della Bobbia: la speleologia subacquea richiede tecniche ed attrezzature particolari, oltre che una specifica e rigorosissima preparazione (foto Davide Corengia)

Laca della Bobbia (foto Davide Corengia)

Un altro campo in cui i soci del GGM sono molto attivi è la glaciospeleologia, che nel nostro gruppo ha preso inizio nel 1994 e che continua tuttora, in collaborazione con il Progetto Speleologia Glaciale, del quale alcuni soci GGM sono stati tra i fondatori. Oltre all’attività esplorativa e scientifica, principalmente sui ghiacciai dei Forni (Valtellina) e del Morteratsch (CH), il GGM ha anche collaborato all’organizzazione di due corsi (2009 e 2010) di speleologia glaciale, sotto l’egida della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI, e di due campi nazionali al ghiacciaio del Morteratsch (2011 e 2012).

Posa dei captori che rileveranno il passaggio nella grotta Tacchi dei traccianti utilizzati per marcare le acque di Ingresso Fornitori e del Buco del Latte durante il test di tracciamento delle acque dell’ottobre 2012 (foto Mauro Inglese)

Posa dei captori che rileveranno il passaggio  dei traccianti utilizzati durante il test di tracciamento delle acque dell’ottobre 2012 (foto Mauro Inglese)

Nell’ambito delle ricerche idrogeologiche, il GGM ha organizzato diverse operazioni di tracciamento delle acque, per stabilire le connessioni tra grotte e sorgenti  e meglio comprendere i percorsi delle acque sotterranee, tra cui, per esempio, quello del 1989 nell’Abisso W le Donne e quelli che hanno investigato sul sistema del Pian del Tivano  (nell’ottobre 2012 l’ultimo in ordine di tempo, in collaborazione con il Progetto InGrigna e la Federazione Speleologica Lombarda, che ha permesso di stabilire le connessioni tra le grotte Ingresso Fornitori e Buco del Latte e le sorgenti dei Falchi della Rupe, Tuf e Musee).

18- Mauro Inglese

Messa in funzione del fluorimetro durante il test di tracciamento al Ghiacciaio del Morteratsch (CH) nel 2012 (foto Mauro Inglese)

In collaborazione con il Progetto Speleologia Glaciale e la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, soci del GGM hanno anche partecipato a due tracciamenti delle acque dei ghiacciai del Morteratsch (2012) e dei Forni (2014), contribuendo così a una miglior comprensione della circolazione idrica all’interno dei ghiacciai.

Oltre all’attività di esplorazione, documentazione e ricerca scientifica, il GGM si occupa della formazione di nuovi speleologi, organizzando ogni anno un corso di introduzione e uno stage di avvicinamento alla speleologia, nell’ambito della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI.

22- Mauro Inglese

Manovre di autosoccorso durante uno stage di perfezionamento tecnico (foto Mauro Inglese)

Istruttori di Speleologia e Istruttori Sezionali di Speleologia formati dalla Scuola Nazionale di Speleologia del CAI e numerosi altri soci partecipano ogni anno a corsi di formazione, di perfezionamento tecnico e di aggiornamento su vari temi della speleologia, sia come docenti che come allievi a corsi della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI, della Scuola di Speleologia della Società Speleologica Italiana e anche di altre organizzazioni all’estero.

Attività di divulgazione e didattica vengono anche svolte con le scuole (dalla scuola materna all’università!), con lezioni in aula e visite in grotta, organizzando uscite di accompagnamento di gruppi di altre sezioni CAI, con allievi dei corsi di Alpinismo Giovanile promossi dalla sezione SEM, gruppi di scout e di altre organizzazioni, con serate di divulgazione della speleologia, della glaciospeleologia e delle novità esplorative presso sezioni CAI, Comuni, sedi di Parchi, ecc…

Resoconti di esplorazioni e ricerche svolte vengono poi presentati ogni anno a raduni speleologici

Escursione durante un workshop FSLo sulla storia geologica della Lombardia al M.Barro (foto Mauro Inglese)

Escursione durante un workshop FSLo sulla storia geologica della Lombardia al M.Barro (foto Mauro Inglese)

nazionali e regionali, e a convegni e congressi anche internazionali.

Il GGM partecipa, sia a livello di organizzazione sia come iscritti, ai workshop scientifico-tecnici organizzati dalla Federazione Speleologica Lombarda su diversi temi di ricerca, studio e documentazione del fenomeno carsico e delle grotte.

Dalla fondazione del soccorso speleologico, soci del GGM hanno sempre prestato attività come tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.

Il GGM pubblica Il Grottesco, con cadenza di 3-4 anni, che presenta le attività dei soci e articoli sulle principali cavità e aree carsiche esplorate e studiate dal gruppo.

corso GGM

Gli allievi del corso di introduzione alla speleologia 2014 apprendono le prime manovre su corda nella palestra di arrampicata di Zogno (foto Mauro Inglese)

Ogni anno, soci del GGM pubblicano articoli divulgativi e scientifici su vari temi della speleologia e alcuni di loro sono anche autori di importanti pubblicazioni: tra queste si possono ricordare “Lombardia dentro”, “Grotte della Grigna e del Lecchese”, curati da A. Buzio, “Grotte in Provincia di Como” e “Il carsismo del Moncodeno”, curati da A. Bini, solo per citare quelli che, descrivendo importanti aree carsiche e le relative grotte, costituiscono ormai un punto di riferimento per gli speleologi lombardi (e non) per pianificare campagne esplorative o semplici visite di piacere.

Il GGM possiede inoltre una ricchissima biblioteca, che raccoglie bollettini e riviste di altri gruppi speleologici,

27- Mauro Inglese

Gita di fine corso in Slovenia e gita in miniera con tutta la famiglia (foto Mauro Inglese)

pubblicazioni, articoli, libri inerenti alla speleologia e al carsismo, che vanno dalle ultime novità editoriali fino a pubblicazioni di grande importanza storica, raccolte nel corso della lunga vita del gruppo. Le opere possono essere consultate in sede anche dai non soci, previo appuntamento con il responsabile della gestione della biblioteca.

Naturalmente, non mancano le uscite di semplice piacere speleologico, per conoscere nuove grotte in zone diverse da quelle solitamente frequentate, per osservare forme, rocce e paesaggi diversi, per incontrare amici di altri gruppi, o per stringere conoscenze con altri speleologi, sia in altre Regioni d’Italia che all’estero.

E non mancano nemmeno altre attività “sociali”, come cene, partecipazione a raduni e incontri speleologici, gite in montagna, vacanze “di gruppo” e molto altro ancora!

31- Mauro Inglese

La curiosità, il desiderio d’avventura e la passione comune per la speleologia, in tutti i suoi diversi aspetti, sono alla base dello spirito di gruppo che anima il GGM (foto Mauro Inglese)