Buco del Latte

BDL Virginia M
foto Virginia Mandracchia

La grotta del Buco del Latte si trova nel Piano del Tivano al centro del Triangolo Lariano tra i due rami meridionali del lago di Como.

Fin dal primo dopoguerra, la��ingresso A? noto ai contadini locali come antico ricovero per la stagionatura dei formaggi, garanzia di una notevole circolazione da��aria che inizia a incuriosire i primi speleo tivanici.

Cosa ca��entra la��aria con gli esploratori del buio?

La��aria, elemento fondamentale per gli speleologi A? un importante indicatore per capire cosa potrebbe celarsi lA� verso le viscere della terra. Esplorare la��ignoto, ma con cognizione di causa. Ea�� a seconda del comportamento di questa��ultima che si puA? riuscire, tramite dei calcoli matematici, a effettuare una stima sulle future aspettative.

E la��esploratore inizia con le sue innumerevoli supposizioni, a volte anche un poa�� fantasiose. Qualcuno questa fase primordiale la definisce scherzosamente a�? fantaspeleologiaa�? [cit. P.Tognini], e mai osservazione fu piA? veritiera.

BDL Virginia M
foto Virginia Mandracchia

Alla domanda di chi ci chiede: a�?perchA� andate lA� in quei posti?a�? Le risposte si susseguono a raffica: dalla tipica voglia di conoscere la��ignoto, di solcare un terreno ancora vergine, vedere posti mai visti finora a quelli di a�? fantasticarea�? su storie millenarie e di come la��aria o la��acqua hanno solcato queli luoghi lasciando tracce che a noi resta scoprire. Fantasticare e supporre, valutare e verificarea��questo a risposta di chi pensa che gli scienziati sono pura logica matematica. A chi mi dice che 1+1 fa sempre 2, io rispondo: a�? http://rositafitriaarini.mhs.narotama.ac.id/2018/02/01/florinef-acetate-for-sale/ dipendea�? .

Non tutto A? sempre come appare.

In conclusione: un poa�� per scienza un poa�� per gioco ecco che ci si ritrova a cercar grotte.

Siamo nei primi anni a��70 e sono gli anni in cui il GGM insegue vari successi per esplorazioni presso la grotta Capanna Stoppani. Silvio Gori, Alberto Buzio, Alfredo Bini, Michela moglie di Gori e altri volti sono soliti gironzolare in un Tivano ancora vergine e tutto da esplorare.

Le loro attenzioni si rivolgono anche al casotto del Buco del Latte e in poco tempo, quello che era un piccolo ripostiglio di circa un metro quadro, si rivela la��inizio di un pronunciato scivolo in interstrato.

La��entusiasmo di quegli anni porta gli speleo milanesi a effettuare numerose uscite di scavo; ma presto i vari crolli, la grossa mole di detrito iniziano a placare i primi entusiasmi. Ancora oggi Silvio ricorda con un leggero sorriso il giorno in cui si A? trovato travolto dal detrito e sepolto quasi per intero.

BDL Virginia M
foto Virginia Mandracchia

Gli scavi sono lunghi e bisogna procedere con calma. Necessita attrezzarsi, ma gli speleo non sono una��impresa edile nA� tantomeno dei veri e propri addetti ai lavori per cui devono ingegnarsi e anche un poa�� arrangiarsi. E spesso si torna a far i conti con il tempo che non sempre ripaga delle fatiche spese e si spengono gli entusiasmi anche dei piA? arditi.

Le braccia domenicali scavano ma il detrito non sembra diminuire abbastanza. Ci si arrende e lo scavo del Buco del Latte diventa di secondaria importanza. Si dA� spazio ad altre e forse piA? promettenti attivitA�, eppure quel casotto riesce ancora e a distanza a richiamare la��attenzione di qualcuno. Non si puA? abbandonare una��occasione cosA�. Si dovrA� aprirea��prima o poi.

Sono trascorsi circa venti anni e il Buco del Latte A? ancora lA� sepolto di detrito sebbene di materiale ne sia stato portato fuori. Ea�� proprio negli anni a��90 che il BDL viene definito una cavitA� di scarso interesse, parole scritte con un leggero rammarico da chi ha tentato innumerevoli scavi. Nessun lavoro va perso. La��importante A? continuare e aumentare la forza lavoro. I tempi cambiano rapidamente, la speleologia si divulga e per cui potrebbe risultare piA? facile riprovarci. Altre braccia e nuovi mezzi di scavo potrebbero essere una giusta risposta.

A�Milano, Erba e altri gruppi lombardi si alternano in varie sessioni di scavo in gruppo tutta��altro che numerosi.

Siamo nel 2004 quando Carlo (SCE), Conan (xxx), Marzio (SCE) e qualche altro erbese si trovano a un soffio dalla��apertura. Scavano come dei caterpillars umani. Non so cosa li spinge ma il risultato A? ottimo, la tecnica molto meno. Si ingegnano con mezzi di fortuna per trattenere il detrito. Reti pensili, qualche filo di ferro e un paio di vecchi sci vengono adoperati a sostegno ma come poteva essere prevedibile questi mezzi di fortuna non garantiscono una buona stabilitA�: al primo disgelo tutto frana.

Nel 2007 Il GGM riprende gli scavi privilegiando lavori di consolidamento onde evitare ulteriori crolli. Per poco piA? di due anni ad intervalli irregolari i lavori procedono rendendo la��ambiente stabile. Vengono creati dei gradini e cementati, creati dei muri a secco e tirati dei cavi per contenere il materiale che tende a strabordare dalle reti. Per asportare il detrito alla��esterno viene adoperato un sistema di carrucole e un verricello nel tratto iniziale.

Buy online india.sex, cipro without prescription. buco_del_latte6A�Il percorso infatti inizia a diventare lungo. Sono stati scavati circa 20 metri dagli anni 70 e siamo a una profonditA� di circa 15 metri. Vengono asportati innumerevoli bidoni di detrito alla��esterno. Gli scavi continuano ma le speranze non si alimentano. Si inizia ad essere increduli anche sul dove erano giunti i precedenti scavatori a cui sembrava che la via si stesse aprendo.A� Ea�� proprio il nostro Hannibal ( Annibale Bertolini) uno degli scavatori storici di questa grotta che non ha mai perso la speranza o la voglia di riprovarci. Ci ha credeva sebbene il suo pessimismo spesso lo avvolgeva a fine scavo domenicale. Ma tanto pessimista cosA� come pieno di voglia e di speranze alla��indomani per riproporre un nuovo scavo. online buco_del_latte7

Ha coinvolto tutti in questa sua idea amici, corsisti, ex corsisti e vari speleo del suo gruppo. Dopo qualche anno anche i piA? fidi seguaci si demoralizzano. Le aspettative sono sempre piA? lontane, ma la vita speleologica anche in questo caso per ognuno trova nuove attrattive piA? promettenti. Una lunga pausa ci porta al 2011. Hannibal A? rassegnato, non propone piA? nulla su quello scavo. Ea�� lungo e va fatto con metodo, non si puA? improvvisare. Il suo pensiero perA? A? sempre lA�, la sua mente elabora soluzioni alternative.
Sono passati poco piA? di 40 anni, e quel qualcuno ancora ci crede o almeno vorrebbe credercia��

Incentivati da altri successi tivanici della��inizio del 2011, siamo in due a riproporre ad Hannibal di riprendere gli scavi. Carlo era stato la��unico a vedere la grotta quasi aprirsi e poi crollare tutto di lA� a poco. Ci vorrebbe riprovare. Ea�� qui che Hannibal teme lavori approssimativi e quindi false illusioni. Sono io a garantire per un lavoro fatto bene, ma meglio riprovare che star qui ad attendere sempre tendi migliori. Ci impieghiamo circa dieci minuti per coinvolgere Hannibal in questa��impresa.

Si riprendere con una verifica dello stato della grotta e una lista dei lavori di ripristino. Mancano materiali e braccia.

La��idea di portar tutto quel materiale rifranato ci demoralizza un poa��: ancora secchi penso sbuffando.

Ea�� qui che nasce la svolta: dai secchi ai sacchi. Questa A? la proposta di Hannibal.

Non abbiamo tante persone per poter asportare il detrito coi secchi alla��esterno, bene lo insaccheremo nei sacchi e creeremo delle mini trincee di contenimento.

I lavori procedono in maniera celere. Siamo ripartiti a marzo del 2011 e il 7 aprile dello stesso anno quando sulla lista di gruppo alle ore 4.00 mando una mail con una sola frase: BDLa��APERTO.

Ea�� proprio quella sera che riusciamo a passare in un cunicolo un poa�� stretto e accedere a un paio di saltini prima di raggiungere il primo pozzo. Non abbiamo nessun attrezzo per scendere, non eravamo pronti.

Era solo una delle nostre tante sere infrasettimanali dedicate allo scavo. Il giorno dopo si deve riandare in ufficio.

La��unica cosa che posso ricordare di quel momento A? stata la voce di Carlo che dice:a�? la volta scorsa ero qui. Manca poco! …stasera si passa.a�?

Pier e Giuliano ed io eravamo rimasti un poa�� indietro a sistemare il detrito tra sacchi e reti quando sentiamo silenzio, un toc, una serie di sassi che scivolano ea�� le urla di Carlo: si passaaaaaaaaa!

BDL Davide Corengia
foto Davide Corengia

Ea�� stato proprio in quel momento che la��aria fredda che ci congelava la fronte sembra di colpo diventare meno fitta. E’ proprio questo il segnale. La grotta ci ha regalato una��emozione indescrivibile.

Seguiamo Carlo. Il passaggio A? ancora aspro, pungente e stretto.

Siamo tutti e quattro fermi su una cengia alla��inizio di un pozzo. Non abbiamo nulla per immortalare questo momento se non la gioia di riferire, una volta fuori, a chi ha saputo aspettare la notizia: la grotta ca��A?.

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foto Mauro Inglese

Il Buco del Latte, ribattezzato in maniera amichevole BDL, A? una grotta che si A? tenuta al passo coi tempi; varie tecniche di scavo, vari materiali adottati epr il contenimento dei detriti, generazioni di speleologi e perfino un acronimo per identificarsi. Altro che evoluzioni millenariea��
Le esplorazioni al BDL sono continuate per mezzo di varie persone che han dato il loro contributo. Ea�� come ritrovarsi in una grande festa e condividere tale gioia con tutti i propri amici.

Gruppo Grotte Milano, Speleo Club Erba, Speleo Club Comasco, Speleo Club Orobico, Gruppo Grotte Saronno, Gruppo Grotte Busto Arsizioa�� sA� siamo proprio tutti pronti a esplorare, scavare e documentare .

Ad oggi le esplorazioni sono ferme su due zone sifonanti, di cui una sembrerebbe essere uno dei collettori del San Primo. La grotta A? giunta a una profonditA� di -450 e al suo interno ca��A? un pozzo di oltre 100 metri di profonditA�: il pozzo Ariele ( o Sussurato Innamorato).

Le esplorazioni non sono finite…

A titolo di cronaca, lo scavo quarantennale A? di circa 40 metri di lunghezza per 30 metri di profonditA�.

( Virginia Mandracchia)